{"id":2128,"date":"2026-03-11T11:22:43","date_gmt":"2026-03-11T11:22:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/?p=2128"},"modified":"2026-03-11T11:42:28","modified_gmt":"2026-03-11T11:42:28","slug":"il-cielo-nero-sopra-teheran-il-petrolio-in-fiamme-diventa-il-simbolo-della-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/?p=2128","title":{"rendered":"IL CIELO NERO SOPRA TEHERAN &#8211; Il petrolio in fiamme diventa il simbolo della guerra"},"content":{"rendered":"<h2>Dopo i primi dodici giorni di conflitto gli USA hanno gi\u00e0 bruciato 3 miliardi di dollari e il Golfo persico \u00e8 devastato dai raid.<\/h2>\n<p>Il cielo sopra la capitale iraniana si \u00e8 trasformato in una distesa scura, infatti da giorni una gigantesca nube di fumo e fuliggine copre gran parte della citt\u00e0, oscurando il sole e rendendo l\u2019aria pesante e quasi irrespirabile. La causa sono gli incendi scoppiati nei grandi depositi di petrolio colpiti dai bombardamenti durante l\u2019ultima fase della guerra.<\/p>\n<p>Dalle prime ore del mattino, colonne di fumo nero si sono innalzate sopra diversi quartieri della citt\u00e0 di Teheran, mostrando un panorama quasi apocalittico. L\u2019Organizzazione Mondiale per la Sanit\u00e0 ha avvertito che l\u2019esposizione all\u2019aria inquinata e alla pioggia tossica potrebbe comportare gravi rischi per la salute.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2131\" src=\"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/db5aaf73-2435-4c89-949e-83a216cc3b22.jpeg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"534\" srcset=\"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/db5aaf73-2435-4c89-949e-83a216cc3b22.jpeg 800w, https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/db5aaf73-2435-4c89-949e-83a216cc3b22-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/db5aaf73-2435-4c89-949e-83a216cc3b22-768x513.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<h4>\u00a0Dodici giorni dall&#8217;inizio del conflitto<\/h4>\n<p>La guerra \u00e8 iniziata il 28 febbraio 2026, quando Israele e gli Stati Uniti hanno lanciato una vasta operazione militare contro l\u2019Iran colpendo basi militari, centri di comando e siti legati al programma nucleare iraniano. Gli attacchi iniziali sono stati condotti con raid aerei e con missili da crociera lanciati dalle basi presenti nel Golfo Persico. Nei primi bombardamenti sono stati colpiti obiettivi strategici in diverse aree del paese, tra cui comandanti militari e figure politiche di alto livello. La morte della guida suprema iraniana Ali Khamenei, avvenuta il primo giorno di guerra, ha segnato un punto di svolta politico per il paese.<\/p>\n<p>Israele e Stati Uniti hanno risposto con sistemi di difesa antimissile e con nuovi bombardamenti su basi militari e infrastrutture energetiche iraniane.<\/p>\n<p>Con il passare dei giorni il conflitto si \u00e8 esteso a diverse aree del Medio Oriente. Missili e droni iraniani sono stati lanciati contro basi militari, porti e infrastrutture energetiche in vari paesi della regione: Bahrein, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi e Arabia Saudita. Raffinerie, aeroporti e depositi di carburante sono diventati obiettivi strategici perch\u00e9 rappresentano nodi fondamentali per l\u2019economia e per l\u2019approvvigionamento energetico mondiale. Questo ha fatto crescere rapidamente la tensione internazionale e ha alimentato il timore che la guerra possa coinvolgere altri paesi.<\/p>\n<p>In particolare il traffico nello stretto di Hormuz, il corridoio marittimo da cui transita il 20% del greggio mondiale, \u00e8 stato bloccato innescando rialzi del prezzo del petrolio che avranno ripercussioni sull\u2019economia globale.<\/p>\n<p>Nella giornata di ieri la Marina statunitense ha colpito sedici navi posamine iraniana nei pressi di Hormuz con cui Teheran voleva minare le rotte marittime del greggio.<\/p>\n<p>Intanto nuove ondate di attacchi hanno colpito le diverse zone di guerra. A quanto pare, la giornata di ieri \u00e8 stata caratterizzata dalla pi\u00f9 densa serie di raid dall\u2019inizio del conflitto. In particolare l\u2019IDF ha nuovamente colpito Beirut e Teheran provocando diverse morti tra i civili.<\/p>\n<p>Anche l\u2019establishment iraniano ha affermato di aver portato a termine \u201cil pi\u00f9 vasto attacco missilistico\u201d colpendo Tel Aviv e varie basi militari e sedi diplomatiche statunitensi. Due droni iraniani hanno invece colpito l\u2019aeroporto internazionale di Dubai, ferendo quattro persone.<\/p>\n<h4>Il\u00a0 primo amaro bilancio della guerra<\/h4>\n<p>Secondo il Rapporto HRANA (Human Rights Activists News Agency) nei primi dodici giorni di conflitto sono morte circa 1.700 persone, di cui 1.200 sono civili, un costo umano che purtroppo \u00e8 destinato a salire. Donald Trump nel frattempo ha dichiarato che la guerra finir\u00e0 presto e che ora il mondo \u00e8 pi\u00f9 sicuro. Resta il fatto che sono stati gi\u00e0 bruciati circa 3 miliardi di dollari, un costo economico che sicuramente avr\u00e0 ripercussioni sugli equilibri mondiali.<\/p>\n<p>Di \u00a0Lorenzo Curcio<\/p>\n<p>Alessandro Pugliese<\/p>\n<p>Nino Mario Pasqua<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo i primi dodici giorni di conflitto gli USA hanno gi\u00e0 bruciato 3 miliardi di dollari e il Golfo persico \u00e8 devastato dai raid. 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