{"id":2604,"date":"2026-10-27T14:39:55","date_gmt":"2026-10-27T14:39:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/?p=2604"},"modified":"2026-10-27T15:28:10","modified_gmt":"2026-10-27T15:28:10","slug":"peste-siberiana-quanto-e-concreto-il-richio-di-contagio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/?p=2604","title":{"rendered":"PESTE SIBERIANA: QUANTO \u00c8 CONCRETO IL RISCHIO DI CONTAGIO?"},"content":{"rendered":"<h2><strong>Il caso di una giovane ricercatrice morta in Russia ha riacceso l&#8217;attenzione sulla peste polmonare e sulla sicurezza dei laboratori biologici.<\/strong><\/h2>\n<p>Immagina un batterio capace di viaggiare nel tempo: dalla preistoria fino ai nostri giorni, sempre presente, sempre in agguato. Si chiama Yersinia pestis e, in Siberia, ha una storia particolarmente lunga e intensa.<\/p>\n<p>Circa 5.500 anni fa, sulle rive del lago Bajkal, un gruppo di cacciatori-raccoglitori si trov\u00f2 improvvisamente a fare i conti con un nemico invisibile. Gli scienziati hanno trovato le tracce pi\u00f9 antiche di questo patogeno proprio nei denti di quelle persone sepolte in quattro piccoli cimiteri. In quasi quattro individui su dieci c\u2019era il DNA della peste. E non erano adulti robusti: molti erano bambini e ragazzi, spesso deposti insieme ai fratelli nelle stesse tombe. Un segnale chiaro di un\u2019epidemia che colpiva intere famiglie in poco tempo.<\/p>\n<p>Quei ceppi antichi erano diversi da quelli che secoli dopo avrebbero seminato il terrore in Europa.<\/p>\n<p>In Siberia la peste non \u00e8 mai sparita del tutto. Nelle montagne dell\u2019Altaj e in altre zone del sud della regione, le marmotte e altri piccoli mammiferi continuano a ospitare il batterio. Ogni tanto qualcuno si ammala, quasi sempre per contatto diretto con animali infetti. Per questo la Russia mantiene da decenni una rete di istituti specializzati, tra cui quello di Irkutsk, dove si studia e si monitora il patogeno.<\/p>\n<p>Lo scorso ottobre la morte di una giovane tecnica di laboratorio di 28 anni che lavorava presso questo istituto ha riacceso i riflettori su questa questione. Era stata ricoverata per una polmonite grave e non ce l\u2019ha fatta. Alcuni media hanno parlato di un possibile incidente con il batterio e di un sospetto caso di peste polmonare. Le autorit\u00e0 russe, per\u00f2, sminuiscono definirla \u00a0una \u201cpolmonite di origine sconosciuta\u201d e dichiarando che i test non hanno trovato\u00a0Yersinia\u00a0pestis\u00a0n\u00e9 nella paziente n\u00e9 tra le circa duecento persone messe sotto osservazione. L\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 ha valutato il rischio come basso, anche se ha chiesto maggiore trasparenza.<\/p>\n<p><strong>Le diverse \u201cfacce\u201d di Yersinia pestis<\/strong><\/p>\n<p>Questo batterio non si presenta sempre allo stesso modo. Le forme cliniche principali sono tre, e cambiano a seconda di dove si insedia nel corpo:<\/p>\n<p><strong>La peste bubbonica<\/strong> \u00e8 la pi\u00f9 comune. Arriva quasi sempre attraverso il morso di una pulce infetta. I linfonodi si gonfiano formando i classici \u201cbubboni\u201d dolorosi, di solito all\u2019inguine, sotto le ascelle o al collo. \u00c8 grave, ma con gli antibiotici di oggi si cura piuttosto bene se presa in tempo.<\/p>\n<p><strong>La peste setticemica<\/strong> si verifica quando il batterio invade il sangue. Pu\u00f2 svilupparsi da sola oppure come complicazione della forma bubbonica. I sintomi sono pi\u00f9 sistemici e la situazione pu\u00f2 precipitare rapidamente.<\/p>\n<p><strong>La peste polmonare<\/strong> \u00e8 quella che preoccupa di pi\u00f9. Colpisce i polmoni e pu\u00f2 trasmettersi da persona a persona attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse. \u00c8 la forma pi\u00f9 aggressiva e, se non trattata subito, ha un tasso di mortalit\u00e0 elevatissimo. \u00c8 proprio questa variante che ha generato allarmi in occasione di incidenti di laboratorio o di casi sospetti.<\/p>\n<p>Con il tempo, Yersinia pestis ha acquisito nuovi geni e si \u00e8 specializzata, dando origine ai ceppi responsabili delle grandi pandemie storiche: la peste di Giustiniano, la Peste Nera del Trecento e le epidemie pi\u00f9 recenti. Oggi, nei focolai naturali, circolano soprattutto linee \u201cmoderne\u201d adattate ai roditori selvatici.<\/p>\n<p>Oggi la peste non \u00e8 pi\u00f9 lo spauracchio medievale capace di spopolare intere citt\u00e0. Con gli antibiotici e le misure di isolamento, le forme pi\u00f9 pericolose possono essere contenute. Resta per\u00f2 un patogeno serio, specialmente nelle aree dove vive ancora nei suoi serbatoi animali. La Siberia, con la sua storia lunghissima e i suoi focolai naturali, ci ricorda quanto questo batterio sia antico, adattabile e ancora capace di sorprendere.<\/p>\n<p>Di Emilio Stamato<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il caso di una giovane ricercatrice morta in Russia ha riacceso l&#8217;attenzione sulla peste polmonare e sulla sicurezza dei laboratori biologici. Immagina un batterio capace di viaggiare nel tempo: dalla preistoria fino ai nostri giorni, sempre presente, sempre in agguato. Si chiama Yersinia pestis e, in Siberia, ha una storia particolarmente lunga e intensa. Circa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2605,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-2604","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubrica-scientifica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2604","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2604"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2604\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2618,"href":"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2604\/revisions\/2618"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2605"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2604"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2604"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iislopianomagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2604"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}