Immagine di Kushal Das (https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Greta_Thunberg_in_November_in_Stockholm.jpg)

Si è ormai conclusa la tappa della Flottilla a Cetraro e in tanti hanno avvistato Greta Thunberg tra le vie cittadine in questi giorni, in cui il nostro paese ha rappresentato una tappa cruciale del percorso umanitario verso Gaza.

Greta, con le sue battaglie per l’umanità e per la Terra, è un esempio per tutti e per noi studenti del Lopiano lo è ancora di più, perché abbiamo potuto conoscerla  e apprezzarla come persona dai grandi ideali e dall’enorme capacità di coinvolgimento e sensibilizzazione ai grandi problemi che affliggono il nostro mondo.

Greta per noi rappresenta la concreta dimostrazione di come non si debba mai rinunciare alla speranza di un mondo migliore e di come sia necessario far leva su chi crede nella possibilità del cambiamento. Ci ha insegnato che arrendersi non è un’opzione, perché la posta in gioco è troppo alta: non ci si deve girare dall’altra parte, non si deve fingere di non vedere il nostro pianeta sempre più maltrattato e malato e la gente martoriata da sistemi oppressivi e violenti o piagata dall’indifferenza.

Le imbarcazioni della Flottilla, cariche di aiuti, hanno attraccato al porto di Cetraro lo scorso 18 aprile per poi ripartire nel pomeriggio di sabato 24, trasformando per alcuni giorni la nostra cittadina in un punto di riferimento per reti internazionali di solidarietà e partecipazione civile. Greta Thunberg insieme ad altri attivisti sono stati ospiti della Colonia San Benedetto, attirando l’attenzione mediatica nel piccolo centro della costa tirrenica. Tante sono state le iniziative e le manifestazioni organizzate dall’amministrazione locale insieme a tutte le altre associazioni del territorio, a cui l’attivista svedese non ha direttamente partecipato, cercando di evitare dichiarazioni o apparizioni pubbliche. Il nostro redattore, Saverio Antonuccio, è riuscito a scambiare con Greta alcune riflessioni, che costituicono un vero e proprio messaggio per noi giovani studenti, uno sprone alla partecipazione attiva alle azioni di solidarietà e altruismo. Greta ci ha regalato un’infusione di fiducia e ottimismo in un periodo, quale quello attuale, in cui a noi ragazzi sembra quasi di assistere impotenti allo sgretolarsi di ogni certezza e di ogni conquista in termini di democrazia e diritti umani.

Le sue parole hanno rappresentano un invito fattivo alle nuove generazioni perché non rimangano passive e in silenzio dinanzi alle ingiustizie e alla sofferenza.

Con la sua determinazione, Greta ci ha fatto capire quanto sia importante confrontarsi con chiunque condivida gli stessi ideali, per comprendere come poter far del bene, come riuscire ad operare concretamente per aiutare gli altri e il nostro pianeta. Fondamentale è contattare le associazioni e i gruppi già attivi e presenti sul territorio che hanno davvero bisogno di una partecipazione numerosa e consapevole.

Tutte le grandi crisi del momento sono collegate tra loro, da quelle umanitarie a quelle ecosistemiche, dalla crisi climatica ai genocidi e alle disuguaglianze sociali. Non ce n’è una che abbia la priorità sulle altre. Ci sono emergenze continue che è necessario che le Organizzazioni internazionali e i governi affrontino con urgenza, con un piano di intervento comune e coordinato.

I giovani di oggi possono davvero fare la differenza, ognuno ha la possibilità di agire e di innescare il cambiamento. Nessuno deve limitarsi a guardare.

Grazie, Greta, per questo insegnamento.