«Noi esseri umani siamo troppo piccoli per comprendere pienamente l’immensità dell’universo e gli oscuri meccanismi che lo governano; tuttavia, questa consapevolezza non deve rappresentare un ostacolo per la nostra curiosità né impedirci di continuare a cercare risposte.»
— Sofia Di Santo

Quando qualche settimana fa abbiamo salutato Sofia, le abbiamo scritto: “Guarda sempre le stelle con la stessa curiosità che ti ha portata fin qui.”

Oggi Sofia è tornata. Porta con sé molto più di fotografie e ricordi: porta un bagaglio di conoscenze, incontri, emozioni e nuove prospettive che meritano di essere condivisi.

Abbiamo scelto di non raccontare noi questa esperienza. Abbiamo preferito lasciare la parola alla protagonista.

 

⭐ La prima emozione

Quando hai saputo di essere stata selezionata, qual è stato il primo pensiero?

Ad essere onesta, ho fatto domanda per la Scuola Nazionale Estiva di Astronomia (SNEA) con ben poche speranze di essere selezionata: erano disponibili solo 20 posti in tutta Italia, quindi credevo che rientrare tra quei pochi fortunati fosse del tutto improbabile. E invece intorno alla metà di giugno ho saputo che la mia domanda era stata accettata. La mia prima reazione è stata di profondo stupore; dopodiché ho sentito nascere in me una forte curiosità e, soprattutto, la voglia di sfruttare al massimo questa opportunità.

⭐ L’arrivo

Qual è stata la tua prima impressione appena arrivata alla Scuola Nazionale Estiva di Astronomia? Ti sei sentita subito a tuo agio oppure hai provato un po’ di emozione?

Il mio primo giorno alla Scuola Nazionale Estiva di Astronomia non poteva aprirsi in modo migliore: io e gli altri ragazzi che hanno vissuto con me questa esperienza abbiamo preso parte alla cerimonia di inaugurazione della mostra INAF “Macchine del tempo”, allestita presso la sede del “Museo dello Spazio – SparkMe Academy” di Openet Technologies, dove si sono tenute tutte le lezioni dei giorni successivi. Ero molto più che semplicemente “emozionata”, direi entusiasta. Questa sensazione non poteva che acuirsi nel momento in cui ci siamo addentrati nella mostra: un vero e proprio viaggio alla scoperta del cosmo e degli strumenti usati per studiare l’universo. Era così ricca e stimolante che nessuno poteva restare indifferente, nemmeno i non appassionati di astronomia. Per di più, la mostra era fortemente interattiva e metteva in campo una serie di strumenti tecnologici all’avanguardia, il che la rendeva ancora più suggestiva. È stato un arrivo memorabile.

⭐ Il momento che non dimenticherai

Se dovessi scegliere un solo momento da conservare per sempre, quale sarebbe?

C’è una sera che non credo riuscirò mai a dimenticare: quella in cui abbiamo osservato il cielo con il telescopio. È stato a dir poco stupefacente. Già qualche sera prima avevamo individuato nel cielo galassie (come M51 e M101), nebulose (come M27 e M57) e l’ammasso globulare di Ercole (M13); le immagini ottenute erano strabilianti, con una risoluzione che non credevo possibile. E poi, due sere dopo, siamo riusciti a intravedere la Luna, con i suoi crateri, e Saturno. Il pianeta era poco più che un puntino luminoso in lontananza, con attorno i suoi anelli, ma era sublime: seppure a miliardi di chilometri di distanza dalla Terra, era ben definito e brillava più che mai. Non avrei mai potuto immaginare di riuscire a osservarlo in quel modo né di provare una tale meraviglia di fronte a quella vista. Credo sia praticamente impossibile dimenticare un’emozione del genere.

⭐ La scienza vissuta

C’è stata un’attività, una lezione o un laboratorio che ti ha fatto dire: “È proprio questo che mi piacerebbe fare”?

Il secondo giorno alla SNEA abbiamo partecipato a un laboratorio: “Esperienza della teoria gravitazionale”. Abbiamo osservato una simulazione dello spazio-tempo di Einstein, realizzata con un semplice telo (che rappresentava, per l’appunto, lo spazio-tempo) deformato da una pallina di medie dimensioni ma abbastanza pesante (il Sole): lanciando sul telo delle biglie con una piccola velocità iniziale, queste iniziavano a muoversi attorno alla pallina, proprio come i pianeti del Sistema Solare orbitano intorno al Sole. Partecipando noi stessi alla simulazione, siamo riusciti a comprendere come effettivamente il modello proposto da Einstein riesca a spiegare le caratteristiche del nostro Sistema Solare (e dell’universo) in modo decisamente migliore rispetto alla teoria di Newton. Abbiamo parlato della precessione di Mercurio, dei sistemi planetari composti da due o tre stelle, perfino dei buchi neri. È stato davvero appassionante: anche nei giorni successivi, tutti noi ragazzi sembravamo essere attratti da quel telo proprio come un pezzo di ferro da una calamita. In quel momento ho avuto un’importante conferma: è alla fisica che voglio dedicare il mio futuro.

⭐ Gli incontri

Hai conosciuto ragazzi provenienti da tutta Italia. Cosa ti ha colpito di più del confronto con loro?

È vero, alla SNEA ho avuto modo di entrare in contatto con ragazze e ragazzi provenienti da tutta Italia. E forse questo ha contribuito a rendere quei cinque giorni di attività ancora più divertenti. A volte, soprattutto durante i pasti o nelle pause, condividevamo gli uni con gli altri usanze o modi di dire tipici dei nostri paesi: in alcuni casi questo confronto ha dato origine ad un po’ di confusione ma anche a parecchie risate! Tuttavia, c’era qualcosa che ci accomunava: tutti, chi più chi meno, eravamo interessati all’astronomia. Ho conosciuto ragazzi molto più appassionati di me a questo ambito della scienza e con un bagaglio di conoscenze ben più ampio del mio: dialogando con loro ho appreso molto più di quanto avrei potuto immaginare prima di vivere questa esperienza. Il confronto con i miei compagni di viaggio, dunque, è stato proficuo e davvero stimolante.

⭐ Una scoperta personale

Che cosa hai scoperto di te stessa durante questa esperienza?

Ho riscoperto il mio interesse per l’astronomia! Era un bel po’ di tempo che non mi dedicavo allo studio di questo ramo della scienza, praticamente dal primo anno di liceo. Da allora fino a poco prima di partecipare alla SNEA mi limitavo a leggere su Internet le notizie più interessanti, come quelle pubblicate dalla NASA, o magari ad approfondire ciò che sentivo al telegiornale. Grazie alla SNEA, invece, sono riuscita a ricordare quanto mi appassionasse l’astronomia e soprattutto ho riscoperto la mia curiosità nei confronti dei grandi misteri dell’universo. Credo che questo sia un ottimo punto di partenza per riprendere il mio studio.

⭐ Guardare il cielo… diversamente

Dopo questi giorni, guardi il cielo con occhi diversi?

Ad oggi guardo il cielo con ancora più meraviglia rispetto al passato. Ho compreso – stavolta in modo più concreto – quanto noi esseri umani siamo piccoli e insignificanti rispetto all’immensità dell’universo. Ho compreso quanto sia complicato studiare stelle e pianeti lontani da noi e quanti sforzi sono stati fatti in quest’ottica dall’antichità fino ad oggi. Ho compreso che ancora oggi molte domande che ci siamo posti sul cosmo non hanno trovato una risposta e che, forse, alcune di esse non la troveranno mai. Ma, nonostante tutto, l’uomo non si è mai arreso e credo che non lo farà mai: non smetterà di interrogarsi sul cosmo e sulla sorprendente armonia dei meccanismi che lo governano, continuerà sempre a lottare contro i propri limiti pur di comprendere qualcosa in più sull’universo, per un riscontro pratico o anche solo per pura curiosità. Ora, quando guardo il cielo, sento tutto questo: l’incanto e il desiderio di conoscenza si intrecciano, lasciandomi senza fiato.

⭐ Il Liceo

Quanto pensi che il percorso svolto nel nostro Liceo Scientifico ti abbia aiutata ad affrontare questa esperienza?

In primis, ritengo che se al primo anno di liceo non avessi studiato un po’ di astronomia probabilmente oggi non avrei vissuto un’esperienza così formativa e stimolante come la SNEA: è tra i banchi di scuola che ho avuto modo di coltivare la mia curiosità nei confronti di questa branca del sapere. Ma questo è merito anche degli insegnanti che ho avuto la fortuna di incontrare nel mio percorso scolastico: il Liceo Scientifico mi ha fornito il metodo e gli strumenti giusti per andare avanti con costanza e passione in questo e in altri ambiti dello studio. Inoltre, credo sia giusto evidenziare che è stata la scuola, e in particolar modo la professoressa Carmen Policicchio, a informarmi della possibilità di partecipare alla SNEA e ad incoraggiarmi a inviare la domanda. Pertanto, il supporto del Liceo Scientifico e dei docenti è stato essenziale, da quando sono arrivata all’IIS Silvio Lopiano sino ad oggi.

⭐ Il futuro

Questa esperienza ha cambiato il modo in cui immagini il tuo futuro?

In realtà, le mie idee sul futuro erano già abbastanza chiare e questa esperienza ha contribuito a confermarle: vorrei studiare fisica teorica, per poi dedicarmi alla ricerca o, magari, alla divulgazione. Ora sono ancora più sicura che la strada che sto percorrendo sia quella giusta. In ogni caso, come ho già detto in precedenza, grazie alla SNEA ho ritrovato quella curiosità e quella passione per l’universo che avevo un po’ perso in passato, ma che d’ora in poi custodirò con cura, soprattutto per il mio futuro.

⭐ Il consiglio

Se un ragazzo o una ragazza del nostro Liceo avesse l’opportunità di partecipare il prossimo anno, cosa gli diresti?

Gli direi di cogliere al volo questa opportunità: la SNEA è uno di quei treni che passano una volta sola nella vita e che non si possono perdere! È un’esperienza unica dal punto di vista formativo, perché dà agli studenti la possibilità di approfondire ambiti della fisica e dell’astronomia che a volte a scuola vengono trascurati. Oltre alle lezioni, vengono organizzati esperimenti e laboratori, si lavora con la realtà aumentata, la realtà virtuale e il metaverso. Tuttavia, la SNEA non è solo questo: è anche conoscere ragazze e ragazzi che vengono da tutta Italia ma condividono la medesima passione, stringere nuovi legami, approfondire la conoscenza di sé stessi, guardare al futuro e molto altro. Pertanto, il mio consiglio per gli altri studenti è questo: se l’anno prossimo dovesse ripresentarsi questa opportunità, approfittatene, non ve ne pentirete!

Scrivici una frase che rappresenti questa esperienza.

“Noi esseri umani siamo troppo piccoli per comprendere pienamente l’immensità dell’universo e gli oscuri meccanismi che lo governano; tuttavia, questa consapevolezza non deve rappresentare un ostacolo per la nostra curiosità né impedirci di continuare a cercare risposte.”

 

Le stelle continuano a essere lontane milioni di chilometri.

Ma esperienze come questa dimostrano che il primo passo per raggiungerle è coltivare la curiosità.

Complimenti, Sofia. Grazie per aver condiviso con noi questo viaggio.