La Milano Fashion Week (MFW) è una delle più influenti settimane della moda di tutto il mondo.
Nell’edizione di quest’anno, avvenuta tra il 24 febbraio e il 2 marzo, sono state presentate le nuove collezioni autunno-inverno 2026/27, rendendo Milano il centro globale della moda.
Dalle 54 sfilate fisiche e 8 digitali si possono già definire i trend che vedremo nelle prossime stagioni, come il ritorno del total black di Fendi, arricchito dalle texture e trasparenze del pizzo, tulle e velluto.
Il total black torna nelle sfilate come simbolo di audacia, potenza ed eleganza e lo abbiamo infatti visto anche nei look portati dagli artisti sul famoso palco dell’Ariston.
Oltre a Fendi, anche altri brand come Gucci e N°21 hanno riproposto questa tendenza, che d’altronde rappresenta per chi la indossa sicurezza e potere.
Un altro dei trend emergenti è certamentel’attenzione rivolta al collo, preso dagli stilisti come baricentro. Questa è una scelta stilistica strategica per allungare e slanciare la figura.
Noti brand come Bottega Veneta, Blumarine e MM6 Maison Margiela hanno utilizzato questa tecnica presentando capi caratterizzati da maxi colli, generalmente molto morbidi o abbastanza sottili da sembrare un colletto.
Come si è visto in questo inverno, anche nel prossimo si riconfermano come capospalla identitario della stagione le pellicce. Gli stilisti hanno preso ispirazione dalle cosiddette “sciure”, cioè le classiche e raffinate signore anziane milanesi.
Per esempio, Louise Trotter per Bottega Veneta propone “pellicce” in seta lavorata, ma non mancano stampe animalier, colori sgargianti e tessuti con riflessi cangianti.
Si aggiungono a queste tendenze anche quelle della pelle, che era già stata portata dai brand nelle sfilate precedenti e sembra aderire e accompagnare le curve naturali del corpo; molto spesso la pelle viene lavorata per creare un effetto laminato, quasi vinilico. Questo è un richiamo al nuovo trend dell’intensità visiva. Si utilizzano strass, cristalli e paillette al fine di creare un gioco di luci e ombre che enfatizzano le movenze del corpo.
Le luci si spengono e i riflettori si spostano ma resta la consapevolezza che la moda non è ciò che indossiamo ma ciò che vogliamo comunicare al mondo.
Di Ilaria Alfano e Maria Francesca Bonesi
Classe I D Liceo Scientifico