Si è svolta nel nostro istituto La Settimana per la Legalità: un incontro per trasformare il ricordo in impegno civile

Giovanni Losardo, nato a Cetraro nel 1926 e ucciso dalla ’ndrangheta nel 1980, resta ancora oggi una figura simbolo della lotta per la legalità in Calabria. La sua morte, rimasta impunita, continua a rappresentare una ferita aperta ma anche uno stimolo alla memoria collettiva. A lui sono stati dedicati molti premi, iniziative culturali e luoghi pubblici, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni i valori di giustizia e impegno civile.
Anche la nostra scuola ha voluto ricordare la figura di Giovanni Losardo durante la Settimana della Legalità, le cui attività sono cominciate lunedì 13 aprile con la proiezione del docufilm “Chi ha ucciso Giovanni Losardo” di Giulia Zanfino presso la sede centrale del nostro istituto, poi ripetuta il giorno dopo presso l’ ITT di Acquappesa e l’ITIS di Fuscaldo.

Nel pomeriggio di mercoledì 15 Aprile invece si è tenuto un hub creativo presso la sede centrale durante il quale gli studenti, ispirandosi alla visione del film, hanno realizzato dei prodotti grafici, artistici e multimediali.

Nella mattinata di giovedì 16 aprile, presso l’aula magna, si è infine tenuto l’evento conclusivo dell’iniziativa, un dibattito dedicato proprio alla figura di Losardo, in cui sono intervenuti: la dirigente scolastica Maria Brunetti, la professoressa Manco che ha moderato l’incontro, la registra Zanfino, Don Ennio Stamile, il sindaco Giuseppe Aieta, Saverio Di Giorno, giornalista e scrittore e Mauro Nigro, autore della fotografia. In collegamento erano presenti anche il giornalista Amendolara e il figlio di Losardo.

L’incontro si è aperto con la presentazione di alcuni fumetti realizzati dagli studenti, che hanno raccontato in modo creativo la storia del politico calabrese. La dirigente Brunetti ha sottolineato quanto sia importante conoscere eventi così dolorosi e ha dichiarato

il docufilm lascia il cuore pesante, ma è necessario per comprendere il passato

Particolarmente significativo è stato l’intervento del figlio di Losardo, Raffaele, che ha invitato i ragazzi a esprimere liberamente le proprie riflessioni. Il sindaco Aieta ha poi illustrato l’organizzazione del premio dedicato a Losardo, evidenziando il ruolo fondamentale di istituzioni, scuola e magistratura nel mantenere viva la memoria e nel promuovere studi e ricerche sul caso.

La regista Giulia Zanfino ha ringraziato gli studenti per il lavoro svolto e ha condiviso le difficoltà incontrate durante la realizzazione del docufilm, soprattutto nell’intervistare figure controverse come Franco Muto, sottolineando il rischio di dare visibilità a chi ha responsabilità nella criminalità.

Gli interventi finali hanno ribadito il valore educativo dell’iniziativa: don Ennio ha parlato della storia di Losardo come esempio di resilienza, mentre Mauro Nigro ha invitato i giovani a informarsi e sviluppare un pensiero critico. Anche Amendolara ha evidenziato l’importanza del giornalismo e della consapevolezza nel raccontare e comprendere vicende di giustizia.

L’incontro si è dimostrato un momento di riflessione e crescita per tutti i partecipanti, dimostrando come la memoria possa diventare uno strumento concreto per costruire una cultura della legalità.

Di Martina Abbate