Inizia l’inserimento in orbita dopo otto anni di viaggio

La missione spaziale congiunta Bepi Colombo, guidata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA)e da quella Giapponese (JAXA), ha ufficialmente raggiunto Mercurio entrando nella delicata fase finale del suo viaggio. Il suo nome è un omaggio allo scienziato, matematico e ingegnere italiano Giuseppe “ Bepi ’’ Colombo, vissuto tra il 1920 e il 1984, una figura leggendaria per l’esplorazione spaziale perché fu proprio lui a scoprire il meccanismo matematico che permette alle sonde di raggiungere i pianeti interni sfruttando la gravità.

Lanciata nell’ottobre del 2018 la sonda è stata progettata per rispondere a domande fondamentali su Mercurio, un pianeta che per decenni è rimasto un enigma a causa delle sue incredibili anomalie strutturali. Uno degli obbiettivi primari è comprendere l’insolita struttura interna del pianeta, caratterizzata da un nucleo di ferro gigante che occupa fino all’80% del suo volume complessivo. Gli scienziati cercheranno di capire se questo nucleo sia fluido o solido e per quale motivo il pianeta abbia perso gran parte del suo mantello roccioso esterno. Parallelamente, la sonda studierà l’enigmatico campo magnetico di Mercurio, circa cento volte più debole di quello terrestre, che rappresenta un caso unico tra i pianeti rocciosi. Un’altra incredibile linea di ricerca riguarda la caccia al ghiaccio d’acqua all’interno dei crateri polari perennemente in ombra. Infine, la vicinanza ravvicinata con il sole offrirà un’opportunità unica per la fisica fondamentale, infatti sfruttando la forte attrazione gravitazionale della stella, gli strumenti di radioscienza eseguiranno misurazioni orbitali di precisione millimetrica per testare con un’accuratezza senza precedenti la validità della Teoria della Relatività Generale di Albert Einstein.

La tabella di marcia della missione

I team di controllo a Darmstadt, in Germania, stanno monitorando costantemente la sonda. I prossimi mesi saranno caratterizzati da eventi cruciali a catena come il 21 novembre 2026 (Inserimento Orbitale): I motori di MPO si accenderanno per completare la cattura gravitazionale definitiva da parte di Mercurio, inserendo la struttura accoppiata in un’orbita stabile. Il 9-10 dicembre 2026 (La separazione): MPO e Mio si scinderanno. La sonda giapponese verrà immessa in un’orbita polare ellittica per analizzare la magnetosfera, mentre quella europea scenderà più in basso per mappare la superficie. Infine nell’Aprile del 2027(fase scientifica). Sarà la prima volta nella storia dell’esplorazione spaziale in cui due sonde orbiteranno contemporaneamente attorno a Mercurio, raccogliendo dati complementari in tempo reale.

Cosa abbiamo scoperto fin’ora grazie a Bepi Colombo

Durante la lunghissima fase di viaggio conclusasi con l’arrivo a destinazione, la sonda Bepi Colombo ha raccolto importanti scoperte preliminari accendendo i suoi strumenti durante i nove sorvoli planetari ravvicinati effettuati tra la Terra, Venere e Mercurio. Nel corso del terzo sorvolo di Mercurio, lo strumento giapponese Mio ha mappato con precisione i confini della magnetosfera, rilevando la presenza di uno strato di plasma turbolento a basse latitudini, ricco di particelle ad alta energia ed una corrente ad anello di ioni di idrogeno caldo molto simile alle fasce di Van Allen terrestri. Le camere di monitoraggio ravvicinato hanno inoltre scattato immagini ad altissima risoluzione fino a 165 chilometri di distanza, immortalando grandi crateri da impatto. Infine, la sonda è riuscita a spiare per la prima volta l’interno dei crateri polari perennemente in ombra dove si sospetta la presenza di ghiaccio d’ acqua.

Di Raffael Cosentino

e Antonio Franceschelli