Veleno in rete e sospetti in casa: l’inchiesta accelera
Svolta a Pietracatella per il duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara. La Procura punta al delitto di prossimità: setacciati 200 dispositivi per scovare chi ha cercato il veleno online. Intanto, a quanto si apprende, questa mattina nella casa dove vivevano le due donne è stata svolta una nuova perquisizione, al termine della quale la casa, dopo dieci mesi, sarà dissequestrata.
A quasi un anno dai drammatici fatti del Natale 2025, il fascicolo della Procura di Larino per duplice omicidio volontario rimane contro ignoti, ma l’attenzione degli investigatori si concentra ormai su una cerchia ben definita.
Il fulcro degli accertamenti si sposta sul piano tecnologico. Gli inquirenti stanno analizzando circa 200 apparati digitali — compresi i computer delle scuole del territorio (tra cui l’Istituto Agrario di Riccia e i plessi di Casacalenda), memorie esterne e cellulari — per capire chi abbia cercato sul web le istruzioni per ricavare o impiegare il veleno. I periti lavorano per recuperare cronologie, file cancellati e accessi protetti da reti anonime.
Le verifiche si sono incanalate nella sfera intima delle vittime in seguito alle dichiarazioni dell’ex sindaco Gianni Di Vita, marito e padre dei due volti della tragedia, che ha riferito agli inquirenti di un legame extraconiugale. L’uomo resta persona offesa nell’inchiesta e dichiara di non essersi mai sentito il vero bersaglio dell’agguato, ma le sue parole hanno spinto gli investigatori a battere la pista della “prossimità”: l’autore del gesto potrebbe aver colpito muovendosi con estrema disinvoltura nell’entourage intimo o della comunità locale, sfruttando un rapporto di totale fiducia.
Resta ancora da chiarire l’esatta modalità con cui la sostanza è stata somministrata. Per sciogliere l’enigma e confermare l’esclusione di un avvelenamento accidentale, sono attesi entro la fine dell’anno gli esiti delle sofisticate perizie del Robert Koch Institute di Berlino. Nel frattempo proseguono i serrati interrogatori dei testimoni, inclusi gli operatori ecologici della zona, per tracciare con precisione millimetrica il percorso dei residui di cibo smaltiti durante le festività.
Di Grosso Marica e Pepe Camilla