Secondo l’ultimo rapporto dell’ONU, il limite di 1,5 gradi stabilito dall’Accordo di Parigi potrebbe essere superato molto presto. Infatti il report avverte che con le attuali politiche climatiche il mondo si sta dirigendo verso un riscaldamento di circa 2,6 °C entro la fine del secolo, facendo entrare il pianeta nella cosiddetta fase di “overshoot”.
Con questo termine si indica il superamento temporaneo dell’aumento della temperatura media globale di 1,5 gradi rispetto all’epoca preindustriale. Anche se in seguito si riuscisse a ridurre nuovamente la temperatura, ciò non porterebbe comunque ad evitare eventi climatici più intensi e difficili da controllare.
Le conseguenze sono già visibili in diverse parti del mondo. Le ondate di calore diventano più frequenti, intense e durature, aumentando i rischi per la salute, soprattutto per gli anziani e le persone più fragili. Anche la siccità si aggrava, causando problemi all’agricoltura e riducendo la disponibilità di acqua. In altre regioni, invece, si verificano piogge molto intense, alluvioni e frane.
L’aumento della temperatura provoca inoltre lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari. Di conseguenza, il livello dei mari si innalza e molte città costiere e isole diventano più vulnerabili.
Un altro fenomeno importante è El Niño, un evento climatico naturale caratterizzato da un anomalo riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico centrale e orientale. Durante El Niño, alcune regioni possono essere colpite da piogge torrenziali e alluvioni, mentre altre possono affrontare siccità e temperature molto elevate. Il fenomeno può anche ridurre la presenza di pesci lungo le coste del Sud America.
El Niño non è causato direttamente dal cambiamento climatico, perché è un fenomeno naturale che si verifica periodicamente. Tuttavia, il riscaldamento globale può renderne più gravi gli effetti. Infatti quando El Niño si combina con una temperatura media già molto alta, aumenta la probabilità di stabilire nuovi record di calore.
Il cambiamento climatico è uno dei problemi più importanti del nostro tempo. Negli ultimi decenni, la temperatura media della Terra è aumentata soprattutto a causa delle attività umane, in particolare dell’uso di carbone, petrolio e gas, della deforestazione e dell’allevamento intensivo. Queste attività liberano nell’atmosfera grandi quantità di gas serra, che trattengono il calore e alterano gli equilibri naturali.
Per evitare che il superamento della soglia di 1,5 gradi diventi permanente, è necessario ridurre rapidamente le emissioni di gas serra. Servono più energie rinnovabili, trasporti meno inquinanti, una maggiore efficienza energetica e una protezione più efficace delle foreste. Anche le scelte individuali sono importanti, ma la responsabilità principale spetta ai governi e alle grandi aziende, che devono adottare politiche concrete e ridurre l’uso dei combustibili fossili.
È necessario agire subito, prima che i cambiamenti climatici diventino ancora più difficili da fermare.

Di Maria Francesca Bonesi