A Utrecht nasce Merwede, il quartiere car-free più grande d’Europa
Nei Paesi Bassi, più precisamente a Utrecht, sta prendendo vita Merwede, un ambizioso progetto urbanistico da 24 ettari che si attesta come il più grande quartiere car-free d’Europa. Il cantiere, sorto sulla riconversione di un’ex zona industriale lungo il canale Merwedekanaal, è entrato nel vivo e promette di ridefinire gli standard mondiali della mobilità sostenibile, con le prime consegne delle abitazioni previste per il 2027. L’area si estenderà su circa 24 ettari e ospiterà 6.000 abitazioni destinate a circa 12.000 residenti, offrendo servizi interni, scuole e negozi che renderanno la comunità al 100% autosufficiente. Per incentivare la mobilità attiva, sono già stati pianificati oltre 21.000 posti bici, a fronte di una quota di parcheggio tra le più basse al mondo, pari ad appena 0,2 posti auto per unità abitativa.Il cuore della rivoluzione di Merwede sta nel ribaltamento del concetto tradicional di mobilità, dato che nelle strade interne non circoleranno automobili e lo spazio sarà riservato esclusivamente a pedoni, ciclisti, bambini e aree verdi. Chi deciderà di vivere nel quartiere possedendo un’auto privata non potrà parcheggiarla davanti a casa, né sotto il proprio condominio. I posti auto, appena 1.800 totali, saranno concentrati in grandi garage sotterranei perimetrali situati ai margini dell’area urbana. Lo stallo non sarà incluso nel prezzo dell’alloggio, ma andrà affittato o acquistato a parte a tariffe volutamente elevate. Per evitare che i residenti scelgano di parcheggiare nelle zone limitrofe, la municipalità di Utrecht ha preventivamente esteso la sosta a pagamento obbligatoria in tutti i quartieri storici circostanti. La vera alternativa all’auto di proprietà sarà il modello Mobility a Service, ovvero una fitta rete di trasporto condiviso gestibile via app che metterà a disposizione una flotta capillare di veicoli elettrici in condivisione, tra cui cargo-bike, e-bike e automobili, con l’obiettivo di garantire la media di un’auto condivisa ogni tre famiglie per soddisfare gli spostamenti occasionali o a lungo raggio.Utrecht rappresenta la punta di diamante di una tendenza che sta ridisegnando le principali metropoli europee attraverso piani altrettanto drastici per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e restituire spazio vitale ai cittadini. A Barcellona, ad esempio, il modello dei Super blocchi unisce gruppi di 9 isolati storici vietando il traffico interno e spostando la considerazione automobilistica solo sulle strade perimetrali esterne, trasformando i vecchi incroci in piazze pubbliche, parchi giochi e mercati all’aperto. Oslo ha invece rimosso oltre 700 parcheggi su strada nel centro urbano per convertirli in piste ciclabili, panchine e micro-parchi, rendendo il centro storico quasi interamente pedonale. Parigi sta portando avanti il concetto della Città dei 15 minuti, pedonalizzando le storiche vie lungo la Senna e ridisegnando i quartieri affinché ogni cittadino possa trovare lavoro, negozi e svago a una brevissima distanza a piedi o in bicicletta da casa. Un esempio pionieristico si trova anche a Friburgo, in Germania, dove nel quartiere Vauban la sosta su strada è vietata, le auto dei residenti sono confinate in un silos solare periferico e oltre il 70% delle famiglie ha scelto spontaneamente di non possedere un veicolo. I dati raccolti in tutte queste aree mostrano un impatto fortemente positivo sul tessuto sociale ed economico, evidenziando un crollo dell’inquinamento acustico e atmosferico, un aumento della sicurezza stradale, una forte crescita del commercio di vicinato e l’azzeramento del traffico parassita generato dalle auto alla costante ricerca di un parcheggio.
Di Raffael Cosentino e Antonio Franceschelli