Luci, riflettori e red carpet: la Capitale in questi giorni è il centro del mondo cinematografico

Dal 13 al 25 ottobre, l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e diverse location diffuse in tutta la città ospitano la ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma, un appuntamento imperdibile tra grandi anteprime, storie mozzafiato e star internazionali.
Ad aprire ufficialmente questa edizione è stato il nuovo film di Paolo Genovese, Il rumore delle cose nuove. La pellicola racconta le vicende di tre coppie che, pur non conoscendosi, condividono paure e insicurezze che impediscono loro di vivere pienamente le proprie relazioni. Un evento inatteso metterà in discussione le loro certezze, costringendole a guardare la propria vita da una prospettiva diversa.

Il film, composto da un cast italiano di primo piano, è stato scelto per l’inaugurazione per la sua capacità di affrontare con profonda empatia temi umani universali come la fragilità dei legami, i segreti dell’anima e il coraggio di cambiare.

Anche se il film è inserito nella sezione Grand Public e non gareggia per i premi ufficiali della giuria, sta già riscuotendo un grande successo ed è tra i titoli più gettonati e chiacchierati di questi giorni tra critici e spettatori.

Ma chi si aggiudicherà i premi ufficiali? La vera competizione si gioca nella sezione Progressive Cinema, dove sono 18 i film in gara provenienti da tutto il mondo, tra cui tre opere italiane.

Mustang di Kasia Smutniak

Mustang è un film documentario diretto da Kasia Smutniak, un’opera che ripercorre un viaggio nel remoto Alto Mustang in Nepal compiuto  dalla regista con Pietro Taricone nel 2003. A distanza di oltre vent’anni, la regista torna in quei luoghi e alle immagini girate allora, ritrovando un mondo che nel frattempo è cambiato, così come è cambiata la sua vita. Nel film, che attraversa il tempo, la memoria e la perdita, il ricordo della storia privata si intreccia con il destino di una comunità himalayana e assume così una dimensione collettiva.

Le immagini del passato diventano il punto di partenza per capire che cosa rimane di un’esperienza quando le persone crescono, scompaiono e i paesaggi stessi si trasformano. Tutto ruota attorno a una nuova concezione della felicità, che si misura in ciò che lasciamo agli altri: è proprio questa eredità a dare valore alla nostra esistenza.

Brianza di Simone Catania

Il lungometraggio, ambientato durante la crisi economica del 2009, affronta le difficoltà e le scelte di due imprenditori, Giorgio e Alberto che cercano di mettere al riparo il proprio capitale con metodi illegali. La situazione però peggiora sempre più per i due piccoli imprenditori, i cui destini finiscono per intrecciarsi con esiti disastrosi, e poi tragici.

Brianza di Simone Catania indaga i dissesti umani provocati dall’improvvisa possibilità di perdere il proprio benessere che sfociano nella violenza e nel crimine, resi sulla pellicola attraverso accenti di commedia all’italiana, ma anche riecheggiamenti western e gusto grottesco.

Giorni Felici di Susanna Nicchiarelli

Il film è una commedia sentimentale che, come i precedenti lavori della Nicchiatelli, oltrepassa i generi. Anche questa volta la protagonista è una creatura speciale, un po’ aliena, anche se questa volta il suo nome non dà il titolo alla pellicola.
Claudia, 20 anni, studia italianistica all’Università La Sapienza, ma ha qualcosa di speciale: quando prova emozioni intense o si arrabbia, si trasforma; le spuntano zampe da felino con artigli, le ali bianche e le zanne. Questa mutazione la porta ad affrontare i propri mostri interiori per ritrovare se stessa e imparare finalmente ad amarsi.

I film fuori gara e la sezione Alice nella città

Accanto al concorso principale, non mancano i grandi titoli fuori gara amatissimi dal pubblico, come El ser querido di Rodrigo Sorogoyen (inserito nella sezione Best of 2026). Al centro della storia c’è un regista, interpretato da Javier Bardem, che torna in Spagna dopo anni trascorsi negli Stati Uniti e si ritrova a fare i conti con il difficile rapporto con la figlia. Un racconto familiare che promette di affrontare temi come il passato, le incomprensioni e la possibilità di ricominciare.

A rendere unica l’atmosfera nella Capitale non sono soltanto i film, ma anche tantissimi ospiti d’eccezione. Tra le presenze più acclamate e ammirate di questa edizione c’è la mitica Susan Sarandon. L’attrice premio Oscar ha incantato la Festa sia per ritirare un importante premio alla carriera, sia per presentare il film The Accompanist nella sezione autonoma Alice nella Città.

Quest’ultimo è un festival cinematografico internazionale parallelo e indipendente rispetto alla Festa del Cinema di Roma. Fin dalla sua nascita nel 2003, la manifestazione si dedica interamente alle giovani generazioni, alla scoperta dei nuovi talenti e al cinema d’esordio, rappresentando  l’anima più fresca, attenta ai nuovi linguaggi giovanili del panorama cinematografico della Capitale.

Tra grandi anteprime, ospiti internazionali e tanti film in gara, la Festa del Cinema di Roma continua ad animare la Capitale. Ora non resta che scoprire quale film conquisterà la giuria e si aggiudicherà il premio finale.

Di Giusy Cipolla