La commissione di The Lancet lancia l’allarme sulle sfide che potrebbero compromettere il futuro dell’umanità
Una commissione di 37 esperti di The Lancet, ha presentato uno studio al World Health Summit 2026 di Berlino, che fa un elenco delle 17 minacce globali per l’umanità da qui al 2100.
L’Uso malevolo dell’intelligenza artificiale e il conflitto nucleare sono secondo gli esperti gli unici due scenari ritenuti capaci di causare l’estinzione umana, sebbene con bassa probabilità, ma dalle conseguenze apocalittiche.
L’adozione dell’Intelligenza Artificiale sta infatti vivendo una crescita esponenziale in quasi ogni settore della società moderna: dalla sanità alla finanza, dalla difesa alle comunicazioni quotidiane. Tuttavia, con il crescere delle capacità dei sistemi basati su apprendimento automatico e modelli linguistici di grande scala, aumenta proporzionalmente la loro superficie d’attacco.
Ci troviamo di fronte a un paradosso tecnologico: più un sistema diventa autonomo, pervasivo e complesso, più diventa critico e vulnerabile.
Infatti i sistemi di Intelligenza Artificiale differiscono dal software tradizionale: non si basano solo su regole logiche scritte da programmatori, ma apprendono dai dati. Ciò introduce nuove classi di vulnerabilità informatiche che richiedono strategie di difesa innovative.
Oltre agli aspetti strettamente tecnici, l’adozione incontrollata dell’IA pone serie minacce al tessuto sociale, alla democrazia e alla sicurezza delle informazioni personali, come la disinformazione di massa e le deepfake, il cybercrime, la discriminazione algoritmica o l’erosione della privacy.
Tra gli altri rischi figurano l’inquinamento atmosferico, la resistenza antimicrobica, la malnutrizione infantile e il collasso climatico, oltre a conflitti convenzionali, riduzione degli aiuti internazionali, consumo eccessivo di alcol, ipertensione, disuguaglianza di reddito, basso livello di istruzione, pandemie naturali, obesità, problemi di salute mentale, fumo e invecchiamento malsano.
Per gli esperti tutte le minacce sono interconnesse, il che significa che devono essere affrontate congiuntamente.
Per mitigare efficacemente queste minacce, è indispensabile un approccio multilivello che unisca soluzioni di sicurezza informatica, principi di progettazione etica e quadri normativi stringenti.
L’Unione Europea ha tracciato la strada con l’AI Act, la prima normativa organica al mondo sul regolamento dell’Intelligenza Artificiale. La legge adotta un approccio basato sul rischio, classificando le applicazioni in quattro livelli: rischio inaccettabile (sistemi vietati), rischio alto (regolamentazione severa per settori critici come la sanità), rischio specifico (con l’obbligo di informare gli utenti quando interagiscono con un’IA) e infine rischio minimo(uso libero senza vincoli normativi stringenti).
L’Intelligenza Artificiale non rappresenta una minaccia intrinseca, ma uno strumento dalla potenza senza precedenti. Garantirne la sicurezza non è solo una sfida per gli informatici, ma una responsabilità collettiva che coinvolge legislatori, aziende e cittadini.
Solo bilanciando l’innovazione tecnologica con la trasparenza, la difesa preventiva e una regolamentazione etica sarà possibile sfruttare appieno il potenziale dell’IA minimizzando i rischi per la società.
Di Ylenia Avolio