I medici: decorso postoperatorio buono, si attende l’esito degli esami sui tessuti prelevati
Papa Leone XIV, dopo la recita dell’Angelus di domenica 11 ottobre, ha annunciato in diretta la programmazione dell’intervento per la rimozione di un nodulo a un polmone. La notizia ha colto tutti di sorpresa, non solo i fedeli ma anche la stessa Curia romana. Infatti gli accertamenti medici, effettuati a seguito di una lieve infiammazione polmonare, erano rimasti una cosa riservata a una ristrettissima cerchia: il segretario particolare Edgar Rymaicuna e il medico curante del Vaticano Luigi Carbone.
Da lì tutto è stato rapidissimo. Martedì 13 ottobre, poco dopo le 13, il Pontefice è arrivato sorridente e sereno al Policlinico Gemelli di Roma per il ricovero ed è stato poi operato nel pomeriggio.
L’intervento si è concluso positivamente, nei tempi e nei modi previsti e l’esame istologico estemporaneo ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori.
Il Pontefice è stato in sala operatoria per circa tre ore, mentre la durata vera e propria dell’intervento è stata di circa 90 minuti. L’équipe chirurgica era composta da sette medici guidati dal prof. Stefano Margaritora, Direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia toracica del Gemelli.
Dopo l’operazione il Papa si è svegliato regolarmente ed è rientrato nella sua stanza al decimo piano, diversa da quella in cui soggiornava Papa Francesco. “Il Papa ha anche chiesto la cena”, ha fatto sapere ai giornalisti il portavoce Matteo Bruni.
Fondamentale ora l’esito istologico definitivo per eventuali trattamenti successivi. Se la lesione risulta benigna non sono necessari trattamenti, se è un tumore primitivo in fase iniziale l’asportazione è spesso sufficiente. Quando emergono ulteriori elementi di rischio si valutano trattamenti farmacologici o radioterapici. Le prossime 24-48 ore sono considerate le più delicate e l’uscita è ipotizzabile in 5-6 giorni.
Accanto al Papa in queste ore ci sono stati i suoi segretari, don Edgar e don Marco, e le suore peruviane che si occupano di lui. La Chiesa tutta e i fedeli nel mondo si sono stretti intorno al Santo Padre e pregano per lui.
Si è pregato per Papa Leone anche a Gaza: “Lo accompagniamo da qui con il nostro affetto e la nostra preghiera”, ha fatto sapere il parroco della Sacra Famiglia, padre Gabriel Romanelli.
Nonostante l’intervento, Papa Leone conserverà comunque la piena autorità alla guida della Chiesa cattolica. Il diritto canonico non prevede la nomina di un sostituto in caso di operazione o temporanea indisponibilità.
La Prefettura della Casa Pontificia ha annullato tutte le udienze fino a martedì 20 ottobre, ma saranno gli organismi della Curia romana a garantire la continuità delle attività ordinarie, in attesa della ripresa degli impegni papali.
Potrebbe slittare anche la visita del Papa prevista nel mese di novembre in Perù, luogo in cui è molto amato poiché è stato vescovo della città di Chiclayo fino al 2023. Niente al momento è stato cancellato o rimandato e i fedeli peruviani pregano e sperano di accoglierlo presto.