I casi di epatite A sono in drastico aumento nelle ultime settimane. Già lo scorso anno si era verificato un numero maggiore di casi: 631 contro i 443 del 2024, ma i dati relativi ai primi mesi del 2026 dimostrano un aumento significativo in quanto solo nel mese di marzo si contano circa 160 segnalazioni. Le regioni maggiormente interessate sono la Campania, il Lazio e la Puglia e l’analisi epidemiologica evidenzia un elemento particolarmente rilevante: il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti, riportata in oltre 260 casi. Il Ministero della Salute ha attivato un gruppo di lavoro che include l’Istituto Superiore di Sanità e i servizi di prevenzione, di epidemiologia e sicurezza di varie regioni. Gli esperti parlano infatti di focolai circoscritti e non di una vera e propria epidemia nazionale, ma sottolineano l’importanza della prevenzione.
Il virus dell’epatite A
L’Epatite A è una malattia infettiva acuta che colpisce il fegato ed è causata dal virus HAV (Hepatitis A Virus). A differenza di altre forme di epatite, non diventa cronica: nella maggior parte dei casi l’organismo elimina il virus spontaneamente, portando alla guarigione completa. Tuttavia, i sintomi possono essere anche intensi, soprattutto negli adulti, e includono febbre, stanchezza, nausea, dolori addominali e ittero, cioè l’ingiallimento della pelle e degli occhi.
La trasmissione avviene principalmente per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati. Tra le cause più frequenti ci sono il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti, l’utilizzo di acqua non potabile e il contatto diretto con persone infette. Proprio per queste modalità di contagio, le condizioni igienico-sanitarie e i comportamenti individuali giocano un ruolo fondamentale nella diffusione del virus.
Cosa fare per evitare il contagio?

Principali misure igieniche di prevenzione
La prima misura di prevenzione del contagio da epatite A ha a che fare con l’igiene personale. Prima di cucinare e prima di mangiare, vanno sempre lavate con attenzione le mani, usando acqua calda e sapone per almeno 40-60 secondi, seguiti da una vigorosa frizione. Altrettanto importante è lavarle anche dopo la manipolazione di cibi crudi come carne o pesce, ma anche la pulizia di tutti gli utensili della cucina. Il virus infatti può essere trasferito agli alimenti durante la preparazione.

I frutti di mare sono tra gli alimenti già a rischio per l’epatite A. Vanno acquistati solo se etichettati e presso rivenditori autorizzati e vanno conservati in frigorifero tra 0 e 4 gradi, evitando il contatto diretto con l’acqua. La cottura deve essere accurata: dopo l’ebollizione bisogna proseguire per almeno 4 minuti con il coperchio chiuso. Anche frutta e verdura possono veicolare l’infezione, pertanto è importante lavarle bene sotto l’acqua corrente.
La cottura in acqua bollente e la cottura completa dei cibi costituiscono le principali indicazioni richiamate dall’Iss per limitare la trasmissione del virus dell’epatite A attraverso il cibo.
Il vaccino
Contro l’epatite A è disponibile un vaccino sicuro ed efficace, che viene raccomandato in particolare per le persone più esposte al rischio, come i viaggiatori e i malati di epatite cronica. Può essere eseguito a partire dai 12 mesi d’età e garantisce una protezione a lunga durata.
L’evoluzione dei dati nelle prossime settimane sarà fondamentale per comprendere l’andamento del fenomeno e orientare interventi di sanità pubblica. L’aumento recente dei casi dimostra come anche una malattia considerata sotto controllo possa riemergere rapidamente. Informazione, prevenzione e attenzione ai comportamenti quotidiani restano le armi più efficaci per limitarne la diffusione.
Di Alessandro Pugliese
e Lorenzo Curcio